Il decimo Karmapa

Chöying Dorje (1604 – 1674)

 

Come predetto dal nono Karmapa, il decimo Karmapa Chöying Dorje nacque nella regione di Golok, nel nord-est del Tibet; fu riconosciuto e intronizzato da Shamar Choki Wangchuk, dal quale ricevette la trasmissione completa del lignaggio.

Già all’età di sei anni era un pittore migliore del suo stesso insegnate, ed era anche uno scultore particolarmente dotato. Chöying Dorje predisse alcune guerre e contrasti politici che si sarebbero verificati da lì a poco, realizzando che certi interessi politici nel Tibet avrebbero causato l’interessamento degli eserciti mongoli alla causa della scuola Gelugpa. Sapendo che sarebbe stato costretto a lasciare il Tibet centrale a causa delle dispute politiche, il decimo Karmapa donò ai poveri la maggior parte dei suoi possedimenti, e nominò suo reggente Goshir Gyaltsab Rinpoche.

Gli eserciti mongoli di Gushri Khan attaccarono Shigatse, e quindi continuarono il loro attacco in buona parte del Tibet, causando una considerevole distruzione nel Paese, e alla fine invase e devastò il campo del Karmapa. Chöying Dorje fu perciò obbligato ad allontanarsi dalla zona, e con un attendente viaggiò lungo il Tibet, raggiungendo infine il Bhutan dove rimase tre anni. In seguito viaggiarono nei posti che ora sono noti come Yunnan settentrinale, Burma e Nepal; come sempre accade dovunque il Karmapa si reca, Chöying Dorje diffuse la pratica del Dharma e stabilì vari monasteri.

Passarono circa vent’anni prima che il Karmapa potesse fare rientro nella sua terra natale; Chöying Dorje riconobbe la nuova incarnazione di Shamar Yeshe Ningpo, Goshir Gyaltsab Rinpoche e Pawo Rinpoche, a cui diede la trasmissione degli insegnamenti del lignaggio Kagyü. Shamar Yeshe Ningpo divenne il suo principale erede spirituale e, prima di entrare nel Parinirvana, all’età di settantuno anni, il decimo Karmapa lasciò la lettera di predizione e nominò Goshir Gyaltsab Rinpoche reggente del monastero di Tsurphu.

Nel frattempo le dispute politiche in Tibet sfumarono e Ngawang Lobsang Gyatso, il grande quinto Dalai Lama, divenne il detentore anche del potere temporale in Tibet, ruolo che è continuato sino ai nostri giorni grazie ad una linea continua di successive incarnazioni.