Il Vajrayana e il significato delle Iniziazioni

Yongey Mingyur Dorje Rinpoche

Kagyu Samye Ling, Agosto 2003

Traduttore dal tibetano all’inglese: Chodrak

 

Gli insegnamenti di questa mattina saranno un’introduzione al Vajrayana e anche una spiegazione del significato delle Iniziazioni nella tradizione Vajrayana. All’interno del Buddhismo Tibetano normalmente sono descritti tre diversi veicoli, o tre sentieri. Questi tre differenti veicoli sono il sentiero Hinayana, il sentiero Mahayana e il sentiero del Mantra Segreto o Vajrayana. Due giorni fa, se ricordate, ho fatto l’esempio di tre modi diversi per viaggiare da Londra a Samye Ling: a piedi, in macchina e in aereo. Nel Buddhismo Tibetano si dice che il sentiero Hinayana è come andare verso la propria destinazione camminando, il Mahayana è come il viaggiare in automobile, mentre la visione del Vajrayana è come il viaggiare in aereo. Quale vi piace di più? Se camminate fate più esercizio fisico!

In generale, nella vita ci troviamo di fronte a molte scelte, ma questa volta non dobbiamo preoccuparci della scelta da fare; oggigiorno, nel mondo moderno se non siamo in grado di ottenere ciò che abbiamo scelto, oppure non siamo in grado di capire sempre cosa vogliamo, allora ci preoccupiamo perché non possiamo decidere cosa fare.

Ci sono così tante scelte, ma questa volta non dovete preoccuparvi perché potete praticare tutti e tre i sentieri! Potete fare qualsiasi cosa sia più semplice per voi.

Se pensate: “Ok, ci sono questi tre tipi di veicoli, quale posso praticare? Forse è davvero difficile per me”. In realtà non dovete preoccuparvi. Potreste anche preoccuparvi per il fatto che non c’è un solo sentiero ma tre contemporaneamente. Non dovete avere queste preoccupazioni: avendo una scelta tra tre veicoli tutto è più facile, perché non dovete attenervi ad uno soltanto, cosa che potrebbe essere difficile. Potete scegliere tra tre sentieri, ma non dovete fare una scelta tra uno dei tre, ma i tre veicoli si considerano uniti.

Al mattino fate la pratica di Tara, vero (al monastero di Samye Ling la pratica del mattino è quella di Tara Verde)? Quelli che tra voi fanno questa pratica all’inizio recitano il Rifugio. Il Rifugio contiene la pratica Hinayana. La formula del Rifugio prevede anche la recitazione del Bodhicitta (la motivazione altruistica di praticare per raggiungere l’Illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri), e questo é l’aspetto Mahayana. Poi, nel corso della pratica, c’è la visualizzazione di fronte a voi e la visualizzazione di se stessi come la divinità; questo ha a che fare con la fase di sviluppo del Vajrayana ed è il significato della fase di sviluppo. Quando finiamo la pratica e la divinità si dissolve in noi stessi e la nostra mente e la mente della divinità sono inseparabili, siamo alla fase di completamento. Siccome c’è questa unione dei tre sentieri, di queste tre opzioni, praticare diventa davvero facile. Questa era la spiegazione delle differenze tra i diversi Yana.

 Se volete dividere questi tre sentieri in due, potete mettere insieme Hinayana e Mahayana e questo comprende i Sutra. La parte rimanente, il Vajrayana, appartiene alla classificazione dei Tantra. In generale, con gli insegnamenti dell’Hinayana e del Mahayana, che appartengono ai Sutra, pratichiamo con la causa. Cosa significa? L’Illuminazione, come quella raggiunta dal Buddha, è la causa della pratica. Per prima cosa pratichiamo completamente il risultato della saggezza dell’Illuminazione del Buddha, che è lo scopo del sentiero. Il sentiero dei Tantra è chiamato Sentiero della Fruizione. Perché è diverso? Perché è chiamato Sentiero della Fruizione? Il motivo è che le qualità, l’Illuminazione e la saggezza che il Buddha possiede sono possedute anche da noi in questo stesso momento. Ieri ho detto che noi abbiamo la stessa saggezza e la stessa Illuminazione del Buddha. Nella pratica di questo sentiero, la pratica della Fruizione, è come visualizzare se stessi, durante la fase di sviluppo, come una divinità. Per esempio “io sono Dorje Sempa. Tutte le qualità e la saggezza che Dorje Sempa ha le possiedo anch’io”. Questo è un esempio di come si pratica nel Sentiero della Fruizione.

 Nella tradizione dei Sutra, il sentiero della causa, non abbiamo un metodo diretto per realizzare la Natura Buddha, o Illuminazione, perché questa dipende dall’esperienza della comprensione completa di vacuità e Bodhicitta. Questo non c’è nei Sutra. Nel sentiero dei Tantra, il Sentiero della Fruizione, c’è un metodo diretto con il quale realizzare la natura della mente attraverso vacuità e Bodhicitta. Queste sono le differenze di base tra il sentiero dei Sutra e il sentiero dei Tantra.

 Nel sentiero Vajrayana ci sono due suddivisioni: la prima è il sentiero dei mezzi abili e la seconda è il sentiero della liberazione. Spiegando un po’ di più il sentiero della liberazione, troviamo vari metodi tramite i quali possiamo realizzare direttamente la natura della mente, che è rivelata attraverso vari tipi di pratiche. Con i mezzi abili realizziamo la natura della mente indirettamente, non raggiungiamo questa realizzazione direttamente. Nella tradizione dei Sutra non esistono questi mezzi abili, non esistono metodi come visualizzare se stessi come una divinità. Il punto di vista è, piuttosto, che noi e la divinità siamo due cose separate, la divinità è più in alto rispetto a noi, e noi stiamo più in basso e supplichiamo la divinità. C’è quindi una grande differenza, perché c’è un più “alto” è un “più basso”.

 All’interno del sentiero dei mezzi abili esistono due ulteriori suddivisioni: la fase di sviluppo e la fase di completamento. Qual è il significato della fase di sviluppo? Significa realizzare la saggezza del Buddha e praticare visualizzando noi stessi come una divinità. Il corpo del Buddha è in relazione con la forma fisica della divinità che pratichiamo. L’aspetto della parola è la recitazione del mantra, mentre l’aspetto della mente ha a che fare con la visualizzazione di vari oggetti nel "centro del cuore". Alcune volte si tratta di una lettera, come la Hung o la Hrih, oppure un Dorje, e così via. Questi aspetti insieme definiscono la pratica della fase di sviluppo. La saggezza del Buddha non ha forma, o colore, tuttavia pratichiamo con forme e colori.

 Ad alcune persone piace questo metodo e, se hanno una sensazione positiva verso questo tipo di pratica, dovrebbero utilizzarla. Ad altre persone, invece, questo tipo di pratica non piace. Le persone che non si sentono molto tagliati per questo tipo di pratica non dovrebbero farla in maniera molto decisa, ma soltanto un poco. Questa era la spiegazione della fase di sviluppo.

 Cosa significa fase di completamento? All’interno della nostra mente abbiamo saggezza e consapevolezza uguale a quella del Buddha, e il nostro corpo è anch’esso uguale a quello del Buddha. Quando pratichiamo la fase di completamento abbiamo l’idea che il nostro corpo sia l’aspetto di Saggezza del Buddha, e quindi pratichiamo con il corpo, ci addestriamo fisicamente con il nostro corpo. Lavorando fisicamente i canali, le energie sottili (venti sottili) e le essenze  che si muovono all’interno dei canali sottili un po’ alla volta si trasformano. Dal momento che la nostra natura fisica viene trasformata, anche la nostra mente si trasforma. Il punto principale è praticare con il nostro corpo; in questo modo, se stiamo lavorando con il vento della saggezza che si sposta attraverso i canali sottili e le preziose gocce, assumiamo la postura relativa, pratichiamo la respirazione del vaso e facciamo il trulkor o la pratica dello yoga, e questa cosa è molto fisica. Quando purifichiamo gradualmente i venti, i canali e le gocce impure, vengono purificati anche i nostri oscuramenti e, in maniera naturale, sorgerà il riconoscimento della natura della mente. Questa era la spiegazione della fase di completamento.

 Il secondo aspetto del Vajrayana è il sentiero della liberazione. Quando pratichiamo il sentiero della liberazione abbiamo a disposizione un metodo per realizzare la natura della mente, ma non utilizziamo né forme né colori per riuscirci: questo è il Mahamudra. Tutti noi possediamo ciò che è chiamato Natura Buddha. Tutti gli esseri ce l’hanno, anche gli animali e tutti gli esseri nei sei regni di esistenza possiedono la Natura Buddha. Gli occidentali ce l’hanno, anche gli orientali la possiedono, le persone grasse e le persone magre, tutti hanno la Natura Buddha. Dobbiamo quindi realizzare che possediamo la Natura Buddha. Non dobbiamo avere una sua immagine, è sufficiente realizzare che la possediamo. In questa fase non dobbiamo immaginare: “sono la divinità, sono Dorje Sempa”, non pensiamo in questo modo. Non c’è un’immagine per la natura della nostra mente, la Natura Buddha. Non c’è alcuna immagine che segue questo processo e non facciamo come nel sentiero dei mezzi abili: trattenere il respiro per lungo tempo e praticare il trulkor, lo yoga fisico, non c’è bisogno di stancarsi facendo queste cose. Con questo approccio diretto non ci basiamo troppo sul corpo, sull’aspetto fisico, è basato sulla mente stessa, quindi manteniamo il corpo rilassato.

 In generale, possiamo dire che questo approccio è molto, molto semplice, tutti possono praticarlo. Non c’è bisogno di visualizzare, né meditare su di esso, non dobbiamo praticarlo, né dobbiamo abbandonarlo, dobbiamo semplicemente riconoscere. Facile, non è vero? In realtà è difficile perché è troppo semplice, davvero troppo semplice. Siccome è così facile pensiamo: “non può essere così, non posso fidarmi, non ci credo. Non è niente di speciale, io ho bisogno di meditare!”. Rilassamento, chiarezza: “oh, questa è la natura della mente, ora la vedo!”. In questo modo, alcune persone pensano di dover fare così, come appena descritto: rimanere rilassati quando non siamo rilassati. Pacifici!!!

 Il sentiero Vajrayana può essere suddiviso in 3 sezioni: c’è la fase di sviluppo, la fase di completamento e il sentiero della liberazione (kyerim, dzogrim e drollam). Di questi tre sentieri, possiamo decidere quale ci piace praticare, quello verso cui abbiamo una sensazione positiva. In realtà il migliore è il sentiero della liberazione. Praticando la fase di sviluppo possiamo giungere rapidamente alla fase di completamento e, sulla base della nostra pratica della fase di completamento, possiamo arrivare facilmente al sentiero della liberazione. Avete domande da fare?

D.: possiamo utilizzare molti metodi simultaneamente?

R.: Puoi utilizzare qualsiasi metodo ti piaccia e verso cui hai una sensazione positiva. Il risultato finale dei diversi metodi è lo stesso, e per questo motivo possiamo cambiare e alternare i diversi metodi. Per esempio: se questo orologio rappresenta il livello dell’illuminazione e io sono molto distante da esso. Devo quindi praticare un sentiero di meditazione, un metodo, e arrivo fino ad un certo punto. Se ci annoiamo con questa pratica ed essa manca di chiarezza ci troviamo bloccati e non riusciamo ad andare oltre, se cambiamo metodo possiamo andare un po’ oltre. Se poi ci ritroviamo bloccati e ci annoiamo di nuovo possiamo provare un altro metodo. Procediamo molto lentamente, un passo alla volta, cambiando metodo. Questo significa che ci avviciniamo sempre più al nostro bersaglio. Qualcuno potrebbe pensare: “Beh, io pratico shiné”, poi però la pratica diventa abbastanza noiosa e ci blocchiamo. A quel punto questa persona pensa: “adesso praticherò la fase di sviluppo”. Non c’è bisogno di pensare: “ora sto praticando la fase di sviluppo, forse la pratica di shiné può essere dannosa in questo contesto”. In realtà non è così, shiné è di grande beneficio per la pratica della fase di sviluppo.

D.: Sentiero della liberazione è sinonimo o quasi di consapevolezza?

R.: Quando pratichiamo il sentiero della liberazione, si tratta in realtà di una sorta di introduzione diretta alla natura della nostra mente, ma cominciamo praticando shiné. Con la pratica di shiné non c’è dubbio che sia necessaria la consapevolezza. Se riesci a realizzare la natura della tua mente, a volte potresti metterle un’etichetta e dire: “è consapevolezza”. Ma la consapevolezza a quel punto non ha soggetto o oggetto, si tratta di etichettare qualcosa come “consapevolezza”.

D.: Per quanto riguarda liberazione e riconoscimento, quando facciamo questa pratica possiamo focalizzarci maggiormente sull’aspetto lhaktong?

R.: Il riconoscimento è lhaktong. Lhaktong significa vedere chiaramente.

D.: Lhaktong ha anche altre fasi in relazione alla visualizzazione.

R.: In che modo è diverso? Cosa significa lhagtong per te?

D.: Qualcosa come identificare con la chiara luce…

R.: Che tipo di chiara luce? E’ come la luce del sole o come la luce elettrica? Ha un colore?

D.: No.

R.: Da dove viene?

D.: Questa è la domanda che avevo in mente.

R.: Quindi questa è la vera domanda. Devi chiederti: “da dove viene la luce?”. Hai detto che quando pratichi lhaktong hai questa luce e hai anche la domanda. Quindi quale tipo di domanda? Non tutti i metodi che hai descritto sono lhaktong, con lhaktong non c’è bisogno di pensare nulla riguardo alla luce. Se ci sono molte domande non va molto bene; all’inizio, quando iniziamo a praticare lhaktong, un po’ di domande vanno bene, ma in seguito non dobbiamo farci domande, ma dobbiamo soltanto riconoscere.

D.: Rinpoche, ha detto che va bene cambiare pratica se ci troviamo bloccati, per poter proseguire la nostra pratica. Tuttavia si dice anche che noi vogliamo sempre cambiare e che sarebbe meglio continuare con una sola pratica. Come capiamo quando va bene cambiare e quando invece va bene continuare con la stessa pratica?

R.: La risposta è in relazione all’utilizzo della fase di sviluppo come esempio. Stiamo praticando su una divinità e abbiamo la visualizzazione della divinità. Durante la nostra pratica alcune volte visualizziamo o ci concentriamo sulla forma della Yidam, altre volte possiamo cambiare concentrandoci sulla recitazione del mantra. Poi, di nuovo, possiamo cambiare riposando nella natura della mente. Altre volte ancora possiamo semplicemente rilassarci. Nel contesto di una singola pratica di una divinità sono molti i cambiamenti che possiamo fare. Questo non significa però che, se ci stiamo annoiando, semplicemente mettiamo da parte la fase di sviluppo e la pratica dello Yidam, non sto dicendo questo, ma piuttosto che nel contesto della nostra pratica possiamo cambiare l’aspetto su cui ci focalizziamo.

Ora farò un esempio che illustra le differenze tra Sutra e Tantra: c’è un uomo che sta trasportando delle pietre lungo una strada e vede un cane, al quale lancia alcune delle pietre che trasporta. Quest’uomo vede anche un leone e anche a lui lancia delle pietre. Come ha reagito il cane? Quando l’uomo ha lanciato le pietre contro il cane, questo ha cercato subito di mordere o di rincorrere le pietre. L’uomo lancia un’altra pietra contro il cane il quale cerca di seguire la pietra per morderla. Quest’uomo ha una grande pila di pietre a seguito, perciò i suoi lanci non finiranno presto; per questo motivo il cane diventa molto stanco. Poi lancia una pietra contro il leone, ma il leone non guarda la pietra, ma si guarda attorno pensando: “da dove è arrivata questa pietra? Chi me l’ha lanciata contro?”. Il leone vede l’uomo che ha lanciato la pietra e gli salta addosso. In questo modo l’uomo può lanciare una pietra soltanto.

 Si dice che, quando uno pratica il sentiero dei Sutra, che abbiamo già detto essere i sentieri Hinayana e Mahayana, sono necessari tre kalpa per raggiungere lo stato della completa illuminazione, si tratta quindi di un sentiero piuttosto lento. Il sentiero Vajrayana, invece, è come il leone che riconosce immediatamente da dove arriva la pietra che gli è stata lanciata contro. In questo sentiero lavoriamo e pratichiamo con il riconoscimento del nostro stato naturale, la natura della nostra mente. Su questa base è possibile raggiungere rapidamente il livello della completa Illuminazione; si dice che in una sola vita, un solo corpo, sia possibile raggiungere l’Illuminazione. Per fare un esempio, la nostra pratica nel sentiero Vajrayana è basata sulla vacuità di tutti i fenomeni e sulla compassione. Sulla base di questi due aspetti e utilizzando i mezzi abili possiamo raggiungere rapidamente il livello dell’Illuminazione. Questa era la spiegazione del Vajrayana.

 Iniziazioni

 Negli insegnamenti Vajrayana il conferimento delle iniziazioni è qualcosa di particolarmente speciale. L’iniziazione è come un seme piantato lungo il sentiero, un seme che porta frutti che sono il risultato della pratica. Il seme che porta i frutti sul sentiero della Fruizione, che è il sentiero Vajrayana, è l’iniziazione.

 Se vogliamo che cresca qualcosa in un campo, qualsiasi sia la cosa che vogliamo far crescere, come prima cosa è necessario piantare un seme nel terreno. In realtà, noi possediamo già le qualità di un Buddha e abbiamo la Natura Buddha, ma non la riconosciamo. Da tempi senza inizio stiamo vagando nel samsara e il motivo sta nel fatto che fino ad ora non abbiamo praticato con successo. Il seme, che è lungo il sentiero, può essere paragonato ad un’iniziazione.

 Ci sono due cose: “wang” (l’iniziazione), che porta alla fruizione e le istruzioni che liberano, e “lung”, l’autorizzazione orale, un compagno o amico lungo il sentiero. Il Buddha Sakyamuni praticò per tre lunghissimi kalpa seguendo il sentiero dei Sutra, poi giunse a Bodhgaya, i Buddha dei tre tempi (passato, presente e futuro) gli conferirono un’iniziazione di luce. Ricevendo questa iniziazione Sakyamuni entrò nel sentiero Vajrayana e raggiunse in maniera molto veloce la completa Illuminazione, poi il Buddha insegnò.

 Qual è il fondamento, o la causa, per cui tutte queste cose, completa Illuminazione e realizzazione nella natura della mente, succedono? Tutto dipende dalla base, la natura della nostra mente, la nostra Natura Buddha.

Ci sono quattro punti in relazione alla purificazione, possiamo usare l’esempio di un grande pezzo di cristallo oscurato dal fango. Il cristallo è ciò che chiamiamo un oggetto, il fango che oscura il cristallo è ciò che deve essere purificato e il metodo di purificazione, o di pulizia, è acqua e sapone. Il risultato di questi tre è la completa purificazione del cristallo così che la sua natura venga rivelata. L’oggetto, cioè il cristallo, se lo mettiamo in relazione a noi, al nostro cristallo interiore, è la nostra Natura Buddha. Cos’è questo fango che oscura il nostro cristallo? La nostra Natura Buddha è oscurata dalle illusioni, che coprono tutto e comprendono il corpo impuro, la parola impura, la mente impura e le percezioni esterne impure. Il processo di purificazione è il nostro sentiero di pratica. Esistono due sentieri: il sentiero dei Sutra e il Sentiero Vajrayana. La fruizione del processo di pulizia è la completa Illuminazione; se comprendiamo questo allora comprendiamo tutto.

 L’iniziazione di Dorje Sempa

 Ora spiegherò brevemente l’iniziazione di Dorje Sempa che riceverete questo pomeriggio. In generale esistono molti tipi di Buddha, possiamo dire che ci sono un centinaio di tipi di Buddha e che questi possono essere suddivisi in sette tipi e venti tipi. Se invece li riportiamo tutti nella suddivisione più piccola troveremo cinque tipi, o le cinque Famiglie Buddha. Se vogliamo ridurre ulteriormente ad un solo tipo questo è Dorje Sempa. Dorje Sempa è l’unione di tutti i diversi tipi di Buddha.

Se volete capirne l’aspetto, Dorje Sempa ha un corpo bianco, regge un dorje con la mano destra all’altezza del cuore e una campana d’argento al livello del ginocchio sinistro. Il vero significato di Dorje Sempa è la nostra Natura Buddha; se vogliamo percepirlo esternamente, esso appare come descritto. Basando la nostra pratica sul Dorje Sempa esterno, il Dorje Sempa interiore verrà purificato. Nel contesto Vajrayana, l’iniziazione di Dorje Sempa è considerata estremamente importante. L’iniziazione che riceverete questo pomeriggio è molto breve, ma il suo significato è molto buono.

Ci sono quattro tipi di iniziazioni: l’iniziazione del vaso, l’iniziazione segreta, l’iniziazione della conoscenza-saggezza, l’iniziazione della parola e l’iniziazione Mahamudra. Qual è la ragione per questi quattro tipi di iniziazioni? Per rimuovere le impurità del corpo, gli oscuramenti e per purificarci dalle illusioni fisiche abbiamo bisogno dell’iniziazione del vaso. In questo modo, una volta ricevuta questa iniziazione del corpo e una volta purificate tutte le illusioni corporee, siamo autorizzati, abbiamo il potere di praticare la fase di sviluppo.

L’iniziazione segreta è in relazione con la parola, purifica tutte le illusioni della parola. All’interno del nostro corpo scorrono diversi tipi di venti, e la parola è basata su questi venti. Ricevendo l’iniziazione segreta che è in relazione alla parola e ai venti, abbiamo il potere di fare le pratiche di ciò che viene chiamato canali sottili, venti e gocce segrete, quindi pratiche come il trulkor, gli esercizi di respirazione e così via. Possiamo quindi praticare la respirazione del vaso come detto prima.

L’iniziazione della saggezza è in relazione con la mente e purifica gli oscuramenti e le illusioni della mente. Ci permette di fare le pratiche di beatitudine e vacuità.

La quarta iniziazione è quella della parola o Mahamudra, è come parlare o indicare precisamente delle istruzioni con delle parole, ma il significato è Mahamudra. In questo modo possiamo praticare con l’essenza della nostra mente, e questa è la completa eliminazione di tutte le illusioni mentali. Se vogliamo ridurre tutte le iniziazioni in una soltanto, questa è l’ultima descritta, l’iniziazione Mahamudra.

Ora vi racconterò una breve storia riguardante le iniziazioni: in India c’era un grande Mahasiddha, o Yoghi, che era in grado di volare nel cielo e di camminare attraverso i muri. Un giorno il Siddha andò in una città e incontrò il re, che gli chiese: “Chi sei?” Il Siddha rispose: “Sono un grande Yoghi”. Il re disse: “Se questo è vero devi avere un metodo per diventare immortale. Puoi insegnarmi questo metodo e liberarmi dalla morte?”. Lo Yoghi disse: “Si, va bene”. Il re: “Come lo farai?”. “Portami un bumpa (vaso)”, disse lo Yoghi; poi disse al re: “Guarda questo vaso molto attentamente”. Quindi lo Yoghi mise la mano dentro il vaso e la tirò fuori. Disse al re: “Dentro non c’è niente, vacuità! Questo è il metodo per evitare la morte”. Il re pensò: “Questa cosa non ha senso, forse sta cercando di prendermi in giro”, e fece arrestare lo Yoghi, che rimase  in prigione per sei mesi.

Sei mesi più tardi i numerosi allievi dello Yoghi, che erano abbastanza brillanti, si chiesero: “Dove sarà andato il nostro maestro?”. Grazie alla loro chiaroveggenza realizzarono che ci trovava in una cella di una prigione. Contrariati da quanto accaduto, gli allievi balzarono alto nel cielo per volare dallo Yoghi. Una volta giunti a destinazione iniziarono a volare in cerchio sopra il palazzo del re. Il re li vide e pensò: “Devono essere dei grandi Yoghi”, quindi accese molti incensi e disse loro: “Per favore venite qui”. Gli Yoghi atterrarono di fronte al re, il quale con grande devozione disse loro: “Per favore insegnatemi un metodo per evitare la morte”. Essi acconsentirono e prepararono un mandala di sabbia al di sopra del quale furono sistemati molti parasole e stendardi della vittoria, nonché molti tipi diversi di offerte. Il mandala era davvero molto bello. Il re vide la preparazione e quando gradevole fosse e pensò: “Fantastico, sto davvero per ricevere un metodo per evitare la morte, guarda che mandala!”. Tutti gli Yoghi gli conferirono un iniziazione con una forma molto bella. Gli diedero l’iniziazione del vaso, l’iniziazione segreta e l’iniziazione della saggezza, quindi gli dissero: “Ora manca la quarta iniziazione, la più importante. Il vero metodo per evitare la morte è questa quarta iniziazione. Ora te la daremo, ma prima portaci un vaso”. Il re ritornò e offrì un grande vaso. Gli Yoghi gli dissero: “ora guarda questo vaso attentamente”. Uno degli Yoghi mise la mano dentro il vaso, quindi disse: “Dentro la mia mano c’è qualcosa: vacuità”. Il re disse: “Oh, questo metodo è davvero importante, non l’avevo capito prima. Quello Yoghi mi diede la stessa cosa sei mesi fa e l’ho fatto arrestare. Ho fatto un grosso errore. Cosa posso fare ora?”. “Liberalo e portalo qui”, dissero gli Yoghi.

Il re liberò lo Yoghi e gli chiese: “Qual è il significato del contenuto del vaso, hai cercato di dirmelo?”. Lo Yoghi disse: “Il vaso aveva una forma rotonda, vero? All’interno c’era una sfera di spazio, ho inserito la mia mano e poi l’ho tirata fuori. Era vuota. La vacuità non ha nascita né morte. All’interno il vaso è vacuità ma l’apparenza esteriore è quella di un vaso. Questa è chiarezza. Quindi, l’unione dei due, l’apparenza esteriore del vaso, che è chiarezza, e la vacuità interiore, è l’unione di apparenza e vacuità. La natura della tua mente è così”. Il re comprese il significato, quindi presentò le sue scuse allo Yoghi, il quale disse al re: “Non serve che ti confessi con me perché ho trascorso sei mesi in una cella e, a causa del mio karma precedente, dovevo finire in una cella”. Il re camminò attorno agli allievi del grande Yoghi e disse: “Avete fatto tutto molto bene, avete realizzato uno splendido mandala e mi avete dato le iniziazioni, ma la vera iniziazione era arrivata dallo Yoghi sei mesi prima”. Così finisce la storia.

D.: Ha fatto l’esempio di tre diversi modi per raggiungere Samye Ling partendo da Londra. Se prendo l’aereo non vedo il panorama, se vado a piedi invece posso vederlo e avrò un’esperienza più diretta. Non rischiamo di perdere qualcosa se procediamo velocemente?

R.: Puoi metterla in questo modo, sì. Ma il risultato finale è lo stesso, giungerai a Samye Ling. Quando arrivi al risultato finale, l’Illuminazione totale, diventi onnisciente, conosci tutto. Questo contiene tutte le esperienze.

Per quanto riguarda il sentiero dei Sutra e il sentiero dei Tantra, il sentiero dei Sutra è molto lento e puoi andare gradualmente un po’ più alto, attraverso vari livelli. Quando raggiungiamo la prima Bhumi, o il primo livello nel sentiero dei Sutra, questo libera molte qualità nella nostra mente. Nel sentiero Vajrayana veniamo introdotti alla natura della mente molto velocemente, ma per quanto riguarda le qualità e lo sperimentare la natura della mente a questo punto iniziale, guardando questa cosa dall’esterno, l’esperienza dei Sutra della prima Bhumi è un po’ di più rispetto all’esperienza tantrica.

 Per esempio, quello che è possibile fare una volta raggiunta la prima Bhumi, è la capacità di moltiplicare il nostro corpo cento volte. Nel sentiero Vajrayana, quando raggiungiamo il primo livello non siamo in grado di emanarci con cento corpi, quindi c’è una differenza. Tuttavia il risultato finale sia dei Sutra che dei Tantra è l’Illuminazione, non c’è differenza.

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